Si è svolto questo fine settimana a Coverciano il primo raduno Talent e Mentor per gli assistenti regionali di tutta italia, un evento storico per l'AIA che coinvolge per la prima volta nel Progetto UEFA gli assistenti.
Per la Sardegna era presente il cagliaritano Alessandro Anedda.
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Il racconto di Alessandro:

"Il 16 e il 17 dicembre si è svolto a Coverciano il primo raduno talent degli assistenti, a cui ho avuto l'onore di partecipare come unico rappresentante della Sardegna. Difficile spiegare le emozioni di un'avventura cosí breve e intensa: sveglia alle 6 del mattino, corsa in aeroporto e due aerei per arrivare a Firenze. La stanchezza scompare alla vista dell'enorme impianto federale, simbolo del calcio moderno, ma anche della sua storia. Le riunioni infatti sono precedute dalla visita al museo del calcio, in cui trovo subito la maglia della nazionale di Gigi Riva e il pallone della finale dei mondiali del 2006. Tutto l'ambiente trasmette professionalitá, l'ideale per chi ha voglia di mettersi in gioco e di lavorare duramente per centrare i propri obiettivi. Ed è su questo che verte gran parte delle discussioni durante il raduno: la motivazione e il lavoro sono elementi fondamentali per riuscire a divertirsi in campo e per ottenere grandi risultati. Andrea Stefani, assistente di Rizzoli nella finale dei mondiali 2014, ci fa capire quanto sia importante il percorso di crescita che l'AIA sta portando avanti per i giovani, alimentando la nostra voglia di migliorarci passo dopo passo senza mai demoralizzarsi dopo delle brutte prestazioni. Dal punto di vista tecnico Alfredo Trentalange e i membri del Settore Tecnico, hanno voluto soffermarsi sul fuorigioco e sulle diverse interpretazioni di "giocata e deviazione", di quanto siano importanti la collaborazione con l'arbitro e l'allenamento durante la settimana. Il secondo giorno abbiamo affrontato i test atletici e i video quiz, sia regolamentari che di percezione visiva.

Ciò che mi rimarrá sempre impresso di questo raduno è la passione che tutti i membri dell'AIA mostrano verso l'arbitraggio, riuscendo a mettersi continuamente in discussione e dando l'opportunitá a tutti di esprimere la propria opinione, proprio come all'interno di uno spogliatoio. Tutto ciò aumenta ancor di piú la motivazione e alimenta il sogno di poter entrare a far parte di una categoria nazionale, sfidando i propri limiti e tutte le difficoltá.

Concludo ringraziando tutti coloro che credono in me e che mi hanno permesso di diventare assistente, con la certezza che questa esperienza non sia un punto d'arrivo ma l'inizio di una grande avventura."