La consueta riunione tecnica mensile della Sezione di Cagliari è stata tenuta dal collega Roberto Branciforte della Sezione di Nuoro, designatore della Prima Categoria.

Branciforte, terminata l'attività sul campo come arbitro in CAN C (ora CAN PRO), ha svolto il ruolo di Mentor per il Settore Tecnico e in seguito è stato componente della commissione CAI per quattro anni. Terminata l'esperienza nazionale ha intrapreso quest'anno il ruolo di responsabile della Prima Categoria nel Comitato Regionale sardo. La riunione ha visto partecipare l'organico nazionale e regionale della Sezione di Cagliari. Visto la presenza di varie categorie, Branciforte ha voluto dare vari input che secondo lui portano alla definizione di quello che sarà l'arbitro del futuro. L'arbitro dev'essre un leader e la sua leadership dev'essere riconosciuta da tutti attraverso la dimostrazione della propria competenza tecnica e atletica. La comunicazione stà acquisendo man mano sempre più importanza e per questo l'arbitro dev'essere un ottimo comunicatore. Per Branciforte la comunicazione efficace dev'essere personalizzata ed è importante quello che si trasmette all'esterno attraverso il body language, quindi la postura, la mimica facciale e in generale la prossemica. Un ottimo comunicatore deve saper leggere anche quello che l'esterno gli comunica e recepire tutti i feedback che soltanto una lettura efficace della gara può dare. Branciforte si è poi addentrato nelle competenze tecniche dell'arbitro del fututo.   Fondamentale la prevenzione, verbale e non solo. Oltre al richiamo verbale che può essere volante, in caso di comportamenti non gravi, o al contrario, un richiamo ufficiale, l'arbitro ha tre vie da percorrere per attuare una prevenzione a 360°; la prevenzione tecnica, la più importante, cioè rilevare e sanzionare i comportamenti scorretti con immediatezza e coerenza per entrambe le squadre; la prevenzione disciplinare attraverso l'equità e l'uniformità di giudizio; infine la prevenzione fisica con la presenza nei giusti momenti che da credibilità alle decisioni. il controllo deve avvenire all'interno del terreno di gioco, come all'esterno. L'arbitro bravo è colui che ha uno sguardo a tutto quello che lo circonda, dentro e fuori dal terreno di gioco.

L'arbitro del futuro deve andare oltre, controllando in maniera ancora più particolare, ad esempio le panchine. I passaggi sono gli stessi: leggere gli umori e individuare gli elementi che eccedono  contenendoli o inibendoli. Branciforte ha trasmesso gli ultimi input su un aspetto che non sempre viene "allenato", la mente dell'arbitro. Il Mental Training permette di portare ad un livello superiore l'approccio alla gara e la gestione dei momenti cruciali. L'arbitro deve trovare le proprie motivazioni interne ed esterne come motore della sua attività. Il rilassamento, la concentrazione, la visualizzazione (immaginare le situazioni), il dialogo interno e l'auto-convinzione, sono aspetti che devono essere allenati.  Branciorte ha voluto una riunione interattiva e molti sono stati gli interventi dei colleghi anche su dei video episodi che lui ha proposto.