Intervista a Claudio Pili, Talent sella Sezione di Cagliari per la Stagione 2016/2017

 

 

 

 

 “Talent e Mentor” è un progetto UEFA portato avanti in Italia dalla stagione 2009-2010 dal Settore Tecnico dell’AIA. Ogni stagione viene scelto un gruppo di giovani arbitri promettenti di Calcio a 11 e Calcio a 5, i Talent, da ogni comitato regionale. A loro viene affiancato un collega più esperto, il Mentor, che li visiona e li accompagna in un percorso di crescita. Per la Sardegna il Mentor è Antonio Dessena, Sezione di Ozieri, mentre i Talent sono Claudio Pili, Stefano Selva, Marco Casula e Carlo Achenza.

Anche quest’anno è stato scelto un arbitro della Sezione di Cagliari, Claudio Pili. Ha 19 anni e arbitra in Prima Categoria..

Ciao Claudio, quando hai iniziato a fare l’arbitro? Perché?

Ciao, il mio approccio al mondo arbitrale è stato del tutto casuale. A sedici anni, in un periodo di pausa dal calcio giocato, mi capitò davanti la locandina del corso arbitri e con tanta curiosità ho deciso di provare. Mai come ora, dopo questi due giorni a Coverciano, posso essere soddisfatto di questa scelta presa tre anni fa.

Quando ti hanno comunicato di essere stato inserito nel progetto? Chi è stato?

Me lo ha comunicato Francesco Cabboi, il Presidente del CRA, i primi di Ottobre. È stata una telefonata inaspettata ma molto sperata.

Quali sono state le tue emozioni e pensieri in quel momento e subito dopo?

Un po’ ci credevo dall’inizio della stagione. Il voler riuscire a far parte di questo progetto è stata una motivazione in più per dare il 200% durante la preparazione estiva. Nel momento in cui il Presidente mi ha comunicato questa notizia le emozioni che ho provato sono state un misto tra euforia e carica.

Qual è stata la prima gara da Telent e com’è andata?

L’11 dicembre a Ozieri, Mesu e Rios-Ottava. La gara complessivamente è andata bene. Dal primo minuto del colloquio con il Mentor, Antonio Dessena, ho subito capito quanto questo progetto potesse farmi crescere dal punto di vista arbitrale. È lì che ho compreso che di questa esperienza annuale avrei dovuto sfruttare ogni singolo momento.

Com’è il rapporto con gli altri tre Talent sardi? Vi confrontate?

Con tutti e tre ho un ottimo rapporto e l’aver condiviso questo raduno con loro ci ha sicuramente aiutato ancora di più a formare una squadra. Certo la distanza chilometrica non ci aiuta, visto che sono tutti e tre del Nord Sardegna, ma comunque ci sentiamo periodicamente per confrontarci.

Questa domenica passata, il 5 Febbraio, si è svolto il raduno “Talent e Mentor” a Coverciano insieme agli altri colleghi di tutta Italia. Cosa vuol dire entrare nella casa del calcio e dell’arbitraggio italiano?

Ad accoglierci a Coverciano, abbiamo trovato un programma di due giorni intensissimo. La visita al museo del calcio per rompere il ghiaccio è stata davvero emozionante; vedere le maglie di gioco e i trofei di tante persone che hanno fatto la storia del calcio non è roba da tutti i giorni. A seguire sono iniziati i lavori in aula (la stessa dove settimanalmente si incontrano tutti gli arbitri di Serie A… non un’aula qualsiasi insomma). Conoscere altri arbitri da tutta Italia e confrontarmi con loro è stato fantastico e molto utile.

Quali sono state le tue emozioni durante il raduno? Cosa vuol dire partecipare ad un raduno nazionale?

Inutile dire quanto sia stato formativo analizzare video e ascoltare lezioni di regolamento e di vita da persone come Francesco Bianchi (dirigente UEFA), Marcello Nicchi (Presidente AIA),  Alfredo Trentalange (responsabile del settore tecnico), tutti i componenti del settore tecnico e i tre arbitri di Serie A presenti al raduno, Di Bello, Pairetto e Calvarese.

Cosa ti ha lasciato questo raduno?

Oltre alla grande componente tecnica, alla conoscenza di tanta persone meravigliose e a una grande carica, questo raduno mi ha fatto capire soprattutto quanto sia importante la condivisione e il confronto tra colleghi.

C’è qualcosa che vorresti dire ad un giovane collega per la sua crescita arbitrale?

Una cosa che sto iniziando a capire e mi sta aiutando molto dal punto di vista motivazionale è il convincimento che tutti i risultati che si ottengono, buoni o cattivi che siano, dipendono soltanto da noi stessi.

 

A cura di: Michele Ibba